CIRCOLO NAUTICO GRADO PINETA”

NUOVO STATUTO

Approvato all’assemblea Straordinaria del 27 maggio 2000

  STATUTO DEL

“CIRCOLO NAUTICO DI GRADO PINETA”

Art. 1

1) Il “Circolo Nautico di Grado Pineta” è un’associazione apolitica avente lo scopo di promuovere tutte le attività, in particolar modo sportive, tendenti all’elevazione morale ed alla cultura fisica degli associati

2) Esso promuove la diffusione dello sport nautico, diffondendo la attività culturali e ricreative ad esso collegate. A tale fine fornisce servizi nautici ai soci, e per meglio disciplinare questi, gestisce le aree demaniali in concessione.

3) L’associazione non ha fini di lucro ed è affiliata alla Federazione Nazionale Pesca Sportiva, il cui Statuto e Regolamento si impegna a rispettare.

Art. 2

1) Il Circolo si compone di un numero indeterminato di soci, suddivisi nelle seguenti categorie:

a)   soci benemeriti

b)   soci ordinari

- Soci benemeriti: vengono eletti, a maggioranza assoluta, dall’Assemblea costituita da almeno due terzi dei soci ordinari iscritti al Circolo, su proposta unanime del Consiglio Direttivo, per meriti eccezionali nei riguardi del sodalizio.

- Soci ordinari: sono coloro che, con le modalità previste dallo Statuto, sono ammessi a tale qualità.

2) Ogni socio, sia esso ordinario o benemerito, interviene di diritto alle assemblee sociali. In presenza dei requisiti e delle condizioni previsti dal presente Statuto, il socio maggiorenne ha il più ampio diritto di voto, in particolar modo per l’approvazione e le modificazioni dello statuto  e dei regolamenti sociali e per la nomina degli organi direttivi; egli ha anche diritto ad essere eletto a qualsiasi carica; può promuovere inoltre la convocazione di assemblee con motivata richiesta.

3) Ogni socio ha diritto ad un voto.

4) Ogni socio è tenuto a contribuire all’attività sociale, mediante corresponsione dei canoni sociali e degli altri contributi previsti dall’assemblea sociale. I soci benemeriti non sono tenuti a corrispondere il Canone Sociale e Bonifici-Coordinate bancarie.

5)   La quota sociale non è soggetta a rivalutazione. Essa è intrasmissibile per atto tra vivi. Sono quindi fatti salvi i trasferimenti per causa di morte.

Art. 3

1)   Coloro che intendono essere ammessi al Circolo devono presentare regolare domanda controfirmata da due Soci, in regola col pagamento dei canoni, i quali si rendono garanti dei requisiti di rettitudine morale e civile del socio proposto. Ove ammesso al Circolo, il nuovo socio è tenuto a sottostare incondizionatamente a tutte le norme previste dallo Statuto e dai Regolamenti sociali. A decorrere dal giorno dell’accettazione, il socio è tenuto a corrispondere la tassa d’iscrizione, i canoni sociali e gli eventuali contributi straordinari determinati dall’Assemblea per l’anno in corso.

2) Il socio che non desideri più far parte dell’associazione deve inviare formale lettera raccomandata contente le sue dimissioni, almeno due mesi prima della scadenza annuale, al Consiglio Direttivo. Le dimissioni presentate nel termine di cui sopra non esonerano il socio dal pagamento dei canoni sino al compimento dell’impegno, e degli eventuali contributi straordinari, già deliberati prima della presentazione delle dimissioni

3) E’ esclusa ogni forma di associazione temporanea

Art. 4

1) I canoni sociali e la tassa d’iscrizione sono determinati di anno in anno dall’Assemblea dei soci, su proposta del Consiglio Direttivo.

2) Il canone sociale si paga in rata unica anticipata. I contributi straordinari sono pagati secondo le modalità e termini, stabiliti dall’Assemblea.

3)   Il socio che, trascorsi tre mesi dalla scadenza dei termini sopra indicati, non abbia corrisposto le somme dovute, è invitato, con lettera raccomandata, a mettersi in regola con i pagamenti. Congiuntamente alla lettera di invito al pagamento gli verrà assegnata una diffida per ritardato pagamento. Alla seconda diffida (ricevuta anche per altre infrazioni come stabilito dall’art. 8 del Regolamento) verrà proposto per la radiazione.

Se la morosità persisterà ancora allo scadere del mese, il Consiglio Direttivo delibererà la radiazione del socio moroso.

4) I soci non in regola con i pagamenti non possono esprimere il proprio voto nelle Assemblee, né prendere parte ad attività sociali.

5) È fatto comunque salvo il diritto del Circolo di adire le vie legali per il recupero dei propri crediti verso i soci.

Art. 5

1)   La domanda di ammissione al Circolo, sottoscritta dal richiedente e dai soci proponenti, deve essere presentata al Consiglio Direttivo, il quale provvederà a darne notizia ai soci mediante affissione della stessa all’albo sociale per il periodo di almeno quindici giorni. Entro i dieci giorni successivi, ogni socio avrà il diritto di presentare opposizione all’ammissione del richiedente, indicando i motivi della stessa. L’opposizione sarà vagliata dal Consiglio Direttivo. Il Consiglio Direttivo, trascorso il termine stabilito per l’affissione e vagliate le eventuali opposizioni all’ammissione, deciderà sulla domanda, dando successivamente comunicazione scritta non motivata della propria decisione al richiedente. Il diritto di frequentare la sede sociale decorre, per il nuovo socio, dal giorno della comunicazione di ammissione dello stesso al Circolo.

Art. 6

1) Chi, per qualsiasi motivo, cessa di far parte del Circolo, perde ogni diritto inerente alla qualifica di socio. La qualifica di socio si perde per le sottoindicate causali:

a)   per scioglimento della Società;

b)   per dimissioni;

c)   per radiazione deliberata dal Consiglio Direttivo;

1)  per morosità nel pagamento dei canoni e contributi;

2) per motivi previsti dall’art. 7.

 

2) Del nominativo del socio radiato sarà disposta affissione all’albo sociale. Il socio dimissionario o radiato sarà tenuto a restituire la tessera sociale. I soci dimissionari, ove intendano essere riammessi al Circolo, dovranno ripresentare domanda di ammissione, sottostando alle norme statutarie previste per le nuove ammissioni.

Art. 7

1) A carico del socio che commetta azioni contrarie all’onore, alla morale e al decoro, sia dentro il Circolo che fuori, o la cui condotta abituale costituisca ostacolo al buon andamento del Circolo stesso, o, in genere che non osservi le norme del presente Statuto o del Regolamento Interno, il Consiglio Direttivo, qualora non ritenga di proporne la radiazione, potrà adottare, secondo la gravità dell’infrazione, i seguenti provvedimenti disciplinari:

a)   ammonizione con diffida,

b)   deplorazione;

c)   sospensione dalla frequenza del Circolo e dagli incarichi sociali per non oltre dodici mesi.

2) Prima di adottare uno dei provvedimenti di cui al comma precedente, il Consiglio Direttivo dovrà contestare al socio, con lettera raccomandata A.R., il comportamento che ritiene lesivo. Il socio avrà quindici giorni dal ricevimento di detta comunicazione per presentare le proprie osservazioni in merito.

3) La deliberazione, che è immediatamente esecutiva, deve essere presa da almeno due terzi dei consiglieri intervenuti e la votazione deve essere segreta. Di ogni provvedimento disciplinare deve essere data comunicazione scritta agli interessati.

4) Il socio, nel termine di quindici giorni dal ricevimento della comunicazione di cui al comma precedente può proporre ricorso avverso la decisione del Consiglio Direttivo, al Collegio dei Probiviri, il quale deve esprimersi, senza possibilità di ulteriore gravame, entro quindici giorni.

5)   Copia del provvedimento definitivo emesso dal Consiglio Direttivo, o dal Collegio dei Probiviri se adito, esclusa quello di cui alla voce a) deve essere affissa all’albo sociale per la durata di cui all’art. 5, primo comma.

Art. 8

1) Eventuali danni causati dal socio al patrimonio sociale, devono essere risarciti entro il termine fissato nell’invito fattogli al Consiglio Direttivo. In caso di ritardo, il socio potrà essere dichiarato moroso ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 6 del presente Statuto.

Art. 9

1) L’anno sociale va dal 1° gennaio al 31 dicembre.

2) Entro il 31 del mese di marzo di ogni anno deve essere convocata l’Assemblea ordinaria. L’Assemblea, che è l’organo sovrano dell’Associazione delibera sull’approvazione del conto della gestione amministrativa, ed elegge, per un biennio, i componenti degli organi collegiali del Circolo. L’Assemblea delibera inoltre su tutte le materie ad essa riservate dalla legge e dal presente Statuto, nonché sulle altre materie poste all’ordine del giorno.

3) Ogni qualvolta il Consiglio Direttivo lo ritenga necessario, come pure a  richiesta dei soci, ai sensi dell’art. 2 comma 2 dello Statuto, saranno tenute assemblee straordinarie che, ove promosse ad istanza dei soci, dovranno svolgersi entro quarantacinque giorni da quello della richiesta.

4) Le Assemblee possono essere inoltre convocate ogni volta che il Consiglio Direttivo lo ritenga opportuno, con le modalità di cui al comma precedente.

5) Ogni volta che ne sia fatta richiesta, con indicazione del relativo ordine del giorno, da un numero di soci in rappresentanza di almeno un quarto dei soci ordinari, l’Assemblea deve inoltre essere convocata dal Consiglio Direttivo, nel termine di quarantacinque giorni dal ricevimento di detta richiesta.

6) Gli inviti a partecipare all’Assemblea, con l’indicazione dei punti all’ordine del giorno, devono essere inviati al domicilio dei soci, a cura del Consiglio Direttivo, almeno quindici giorni prima di quello stabilito per la convocazione. La convocazione deve inoltre essere esposta all’albo sociale per lo stesso termine.

7) Il rendiconto economico e finanziario che il Consiglio Direttivo ha intenzione di sottoporre all’esame dell’Assemblea, deve essere inviato al domicilio dei soci, unitamente all’invito di cui al comma precedente..

8)  Con le stesse modalità di cui ai commi precedenti può essere convocata l’Assemblea straordinaria. Le proposte di modifica dello Statuto sociale e le altre proposte che il Consiglio Direttivo ha intenzione di sottoporre al voto dell’Assemblea stessa devono essere inviate al domicilio dei soci unitamente all’invito a partecipare all’Assemblea.

Art. 10

1) L’Assemblea è costituita in numero legale in prima convocazione quando è presente alla stessa almeno la metà dei soci aventi il diritto al voto, compresi i componenti dei vari Organi sociali.

2)   Qualora l’Assemblea, debitamente convocata, non possa deliberare, per difetto del numero legale, la stessa può validamente deliberare in seconda convocazione, trascorse almeno due ore dalla prima convocazione, qualunque risulti il numero dei soci presenti, aventi diritto al voto.

3)   L’ordine del giorno rimane comunque immutato.

Art. 11

1) L’Assemblea elegge nel proprio seno un Presidente, il quale verifica le regolarità della convocazione e della costituzione dell’Assemblea stessa.

2) L’Assemblea elegge pure il Segretario che assiste il Presidente durante l’Assemblea. Nelle Assemblee straordinarie la funzione di Segretario è svolta dal Notaio rogante.

3) Il Presidente dell’Assemblea non deve ricoprire cariche sociali.

4) Il verbale delle operazioni assembleari è redatto dal Segretario e deve venir inviato al domicilio dei soci, entro trenta giorni dalla chiusura dell’Assemblea stessa.

Art. 12

1) Nell’Assemblea, il socio ha diritto al voto quando sia al corrente col pagamento dei canoni sociali e delle somme dovute ad altro titolo e non sia sottoposto ai provvedimenti disciplinari previsti dal punto c) dell’art. 6. Non è ammessa delega.

Art. 13

1)   Le deliberazioni dell’Assemblea sono valide purché a favore delle stesse si pronunci la metà più uno dei soci votanti. Le deliberazioni che comportino una modifica dello Statuto richiedono invece, perché siano valide, il voto favorevole di almeno due terzi dei soci votanti.

Art. 14

1) Il Circolo è amministrato da un Consiglio Direttivo composto da almeno cinque  membri, liberamente eletti dall’Assemblea dei soci a maggioranza dei voti. L’elezione del Consiglio Direttivo avviene per scrutino segreto.

2) Il Consiglio nomina nel proprio seno:

Un Presidente

Uno o due Vice-Presidenti

      Un Segretario

3) Il Consiglio Direttivo rimane in carica due anni. I suoi componenti sono rieleggibili. Tutte le cariche sono onorifiche.

4) I Consiglieri devono prestarsi reciproca collaborazione al fine del buon andamento del Circolo, sia nel campo amministrativo che in quello disciplinare e sportivo. Il Consiglio ha facoltà di designare i soci che, per particolari esigenze, possano coadiuvare, con cariche diverse, i Consiglieri nel disimpegno della carica.

Art. 15

1)   Il Consiglio Direttivo, nella prima riunione, non oltre il quinto giorno dalla elezione, delibera sulla attribuzione tra i suoi componenti, delle cariche sociali.

Art. 16

1) Il Presidente è il legale rappresentante del Circolo. In caso di impedimento o di assenza del Presidente le sue funzioni sono esercitate dal Vice Presidente e, in caso di impedimento di questo ultimo, da un Consigliere delegato dal Presidente.

Art. 17

1) Il Consiglio Direttivo, una volta chiusa l’Assemblea, è investito in tutti i più ampi poteri per la direzione morale, disciplinare, sportiva ed amministrativa del Circolo, del quale promuove gli sviluppi e regola il funzionamento.

2) Il Consiglio Direttivo delibera:

a)   a quali competizioni sportive il Circolo debba prendere parte, assegnando, nei limiti del bilancio, i fondi necessari;

b)   sulla promozione di ogni attività atta al raggiungimento dello scopo sociale;

c)   i bilanci, consuntivo e preventivo, da sottoporre annualmente ed obbligatoriamente, all’approvazione dell’Assemblea, nei termini di cui all’art. 9;

d)   su tutte gli altri atti di ordinaria amministrazione che la legge o il presente statuto, non riservino all’Assemblea.

Art. 18

1) Le deliberazioni del Consiglio Direttivo sono valide quando alle riunioni dello stesso sono presenti almeno tre componenti. Esse sono prese a maggioranza dei voti tra gli intervenuti, salvo le ipotesi di cui all’art. dello Statuto. In caso di parità, il voto del Presidente o di chi ne fa le veci in tale riunione è decisivo.

2) I verbali della riunione contenenti le deliberazioni adottate, sono scritti contestualmente e riuniti in apposita raccolta, previa sottoscrizione del Presidente o di chi ne fa le veci, e del Segretario. È fatto obbligo al Segretario di comunicare al Collegio dei Probiviri, non oltre il quinto giorno della deliberazione tutte le proposte per le quali è previsto il parere del Collegio stesso.

Art. 19

1) Qualora un membro del Consiglio Direttivo, eccetto il Presidente, cessi per qualsiasi motivo dall’incarico, sarà sostituito dal socio, non eletto, che abbia riportato il maggior numero di voti nelle ultime elezioni, ovvero, in caso di mancata accettazione, da un socio, nominato dal Consiglio Direttivo. Detta nomina è soggetta a ratifica da parte della successiva Assemblea. Se un componente del Consiglio Direttivo rimane per tre volte consecutive, assente dalle riunioni del Consiglio senza riconosciuta giustificazione, si intende decaduto dalla carica.

2) Allo stesso sarà data comunicazione scritta e verrà sostituito con le modalità previste dal comma precedente.

Art. 20

1)   Qualora il Consiglio Direttivo, per qualsiasi ragione, dovesse ridursi a meno di tre componenti, ovvero in caso di dimissioni o impedimento non temporaneo del Presidente, lo stesso dovrà indire nuove elezioni entro il termine di giorni quarantacinque dalla data in cui detta condizione si è verificata, fermo restando l’obbligo per tutti i Consiglieri, di espletare le proprie attribuzioni fino alla elezione del nuovo Consiglio Direttivo.

2) Le predette disposizioni trovano applicazione anche nelle ipotesi di dimissioni dell’intero Organo Collegiale.

Art. 21

1) Il Collegio dei Probiviri è eletto dall’Assemblea, con le stesse modalità di cui all’art. 14, tra i soci aventi diritto al voto che abbiano almeno trentacinque anni d’età, nel numero di tre effettivi ed un supplente. Esso rimane in carica due anni ed è rieleggibile.

2) La carica del Probiviro è incompatibile con qualsiasi altra carica sociale.

3) I Probiviri nominano tra di loro un Presidente ed un Segretario.

Art. 22

1) Il Collegio dei Probiviri ha il compito di:

a)   decidere con provvedimento insindacabile e vincolante nei casi di controversie in materia statutaria;

b)   emettere le proprie determinazioni su ogni questione che il Consiglio Direttivo debba ritenere di sottoporre al suo esame;

c)   comporre le divergenze che possono sorgere tra il Consiglio Direttivo ed i soci, o tra i soci stessi, per motivi derivanti dalla vita sociale o di relazione. Non è data facoltà al socio di adire le vie legali se non dopo aver rassegnato le dimissioni dal Circolo

Art. 23

1) Il Presidente del Collegio dei Probiviri, qualora questo venga richiesto di esprimere il proprio parere nelle ipotesi di cui all’articolo precedente, fissa, entro dieci giorni dalla ricezione della comunicazione o dell’esposto-ricorso, la data della riunione del Collegio dei Probiviri, convocando per tale data le parti eventualmente interessate, che potranno comparire personalmente o far pervenire memorie scritte

2) Tra il giorno della ricezione della comunicazione o dell’esposto-ricorso e la data della riunione, non devono decorrere più di venti giorni. Le deliberazioni del Collegio dei Probiviri vengono prese da tre componenti a maggioranza di voti, ed emesse entro cinque giorni dalla riunione.

3) Le decisioni vengono trasmesse tempestivamente dal Segretario del Collegio al Consiglio Direttivo il quale ne cura, se del caso, l’esecuzione. Allo stesso modo, vanno comunicate al socio le decisioni che lo riguardano.

Art. 24

1)   L’Assemblea, con le stesse modalità di cui all’art. 14 elegge il Collegio dei Revisori, il cui compito è quello di sorvegliare la gestione sociale, verificare la tenuta dei registri obbligatori per norma di legge o previsti dal presente Statuto, nonché l’esattezza e la veridicità dei bilanci.

2) Il Collegio dei Revisori è composto da tre membri effettivi e due supplenti, scelti tra i soci. Essi durano in carica due anni e sono rieleggibili. I suoi componenti non possono far parte del Consiglio Direttivo e del Collegio dei Probiviri.

Art. 25

1) Il Patrimonio sociale è costituito:

a)   da tutti i beni immobili e mobili che diverranno di proprietà del Circolo;

b)   dalle quote sociali o da eventuali donazioni, erogazioni e lasciti;

2) Le entrate del Circolo sono costituite;

a)   da canoni associativi;

b)   da contributi ed elargizioni;

c)   da ogni altra entrata.

3) Ogni anno il Consiglio Direttivo deve redigere il rendiconto economico e finanziario da sottoporre successivamente all’approvazione dell’Assemblea, nei termini di cui all’art. 9.

4) L’Assemblea non può deliberare la distribuzione, anche indiretta di utili o avanzi di gestione, nonché di fondi, riserve o capitale; è fatta salva la possibilità che tale distribuzione avvenga se imposta dalla legge.

Art. 26

1) La durata del Circolo è fissata in anni 99.  Il suo scioglimento anticipato può essere deciso soltanto dall’Assemblea

2) Per la validità del deliberato assembleare è richiesto il voto favorevole di almeno tre quarti dei soci.

3) In sostituzione di tutti gli Organi Sociali, l’Assemblea che delibera sullo scioglimento elegge tra i soci ordinari una commissione di stralcio col compito di provvedere alla liquidazione del patrimonio sociale.

4) Il patrimonio dell’associazione, che non può essere distribuito tra i Soci, va devoluto ad altra associazione con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190 della L. 23/12/1996 n. 662. E’ fatta salva la diversa destinazione imposta dalla legge.

5)   Risultando delle passività, queste sono, solidalmente, a carico degli aventi diritto al voto.